La nostra mission

Scopri i nostri ambiti di ricerca!

“Empowering people one decision at the time”


Il JDMLab è un laboratorio di ricerca presso il Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione (DPSS) dell'Università di Padova. Svolgiamo attività di ricerca, consulenza e divulgazione mirate a migliorare il benessere delle persone e della società.

La nostra missione è quella di migliorare la qualità delle decisioni che le persone prendono perché ogni nostra azione è il frutto di una decisione. Decenni di ricerca in psicologia e in economia comportamentale dimostrano come le nostre decisioni subiscono delle distorsioni sistematiche e che, come persone, siamo molto scarsi a capire cosa ci renderà felici.


Tutti commettono errori nel decidere, anche gli esperti. Per questo, sapere come evitare le distorsioni che caratterizzano le nostre decisioni è fondamentale anche per le aziende e per gli amministratori pubblici.


I team che sanno discutere e decidere in modo efficace sono più produttivi, hanno meno conflitti e sprecano meno risorse a vantaggio dei risultati aziendali o di una gestione virtuosa delle risorse pubbliche.


Grazie all’architettura delle scelte si possono creare delle condizioni che promuovano decisioni efficaci, per raggiungere gli obiettivi, battere i competitors, o godersi di più la vita.


Di seguito trovi alcuni dei campi in cui il JDM Lab è attualmente attivo (ulteriori dettagli sono disponibili sotto):

  • Decisioni della vita quotidiana
  • Decisioni economiche
  • Decisioni dei team
  • Architettura delle scelte


Questo è il nostro attuale range di attività. Tuttavia, nel nostro gruppo sono presenti competenze tali da poter espandere secondo le vostre necessità i nostri interessi di ricerca e consulenza. Il JDM Lab è in costante evoluzione e ama affrontare nuove sfide. Non esitare a contattarci!


Contattaci per avere maggiori informazioni su come possiamo aiutarti a migliorare le tue decisioni o quelle dei tuoi dipendenti.


Comportamenti pro-ambientali

Nel JDMLab indaghiamo i comportamenti pro-ambientali, in particolare come la percezione del rischio del cambiamento climatico e la scarsità di risorse influiscono sul comportamento sostenibile. Per favorire comportamenti a favore dell'ambiente, è necessario comprendere come i rischi associati al cambiamento climatico sono percepiti dal grande pubblico. Un fattore chiave per far fronte ai cambiamenti climatici è capire come far comprendere alle persone la probabilità oggettiva di questo rischio e le conseguenze di un consumo eccessivo di risorse limitate al fine di incoraggiare un consumo più consapevole. Inoltre, nel JDMLab studiamo i processi implicati nei comportamenti sostenibili al fine di creare interventi evidence-based in contesti reali. Il cambiamento climatico, a causa della sua complessità, deve essere studiato da una varietà di punti di vista ad esempio politico, geografico, sociale, psicologico e così via. Nel JDM Lab, contribuiamo alla ricerca sul tema concentrandoci principalmente sulla percezione del cambiamento climatico e sulla comprensione di specifici comportamenti pro-ambientali (ad esempio, il consumismo di prodotti riutilizzabili).

Le nostre principali domande di ricerca sono: In che modo le persone

percepiscono il cambiamento climatico, sia a livello emotivo che cognitivo? In che modo le persone prendono decisioni relative alla scarsità di risorse (ad esempio, economiche o ambientali)? Come possiamo aumentare i comportamenti sostenibili?

Se trovi questi argomenti interessanti, puoi trovare alcune letture qui:

  1. Gifford & Nilsson, (2014).
  2. Jensen, (2002).
  3. Steg & Vlek, (2009).
  4. Weber, (2010).
  5. Van der Linden, (2015).

Scarsità di risorse

Ti è mai capitato di sentire di non avere abbastanza risorse per fare qualcosa? Ad esempio, non avere abbastanza soldi per comprare qualcosa che desideravi, o non avere abbastanza tempo da passare con la tua famiglia? Probabilmente ti sarai trovato a pensare costantemente a come uscire da questa condizione, pensando sempre e costantemente a possibili soluzioni. Bene, questo è quello che succede quando si sperimenta una condizione di scarcity, ovvero non avere abbastanza di qualcosa per soddisfare i propri bisogni a tal punto da trovarsi in un tunnel riducendo la possibilità di trovare altre opzioni percorribili per risolvere la propria situazione.

Il concetto di scarcity è applicabile a svariati ambiti, e nel nostro laboratorio abbiamo deciso di dedicarci maggiormente allo studio della scarcity di denaro e tempo. Il processo cognitivo che si attiva in condizioni di scarcity di risorse differenti, è lo stesso?

La percezione di non avere abbastanza risorse economiche e temporali, può influenzare i nostri comportamenti prosociali? Che ruolo può avere la percezione di scarcity nell’attuare comportamenti pro-ambientali e scelte di consumo sostenibile? Vuoi saperne di più? Ecco alcune letture suggerite:

  1. Mani, Mullainathan, Shafir & Zhao, (2013).
  2. Shah, Mullainathan & Shafir, (2012).
  3. Roux, Goldsmith & Bonezzi, (2015).
  4. Gu, Jiang, Zhang, Sun, Jiang & Du, (2020).
  5. Sachdeva & Zhao, (2021).

Percezione del rischio

La percezione del rischio è un processo cognitivo coinvolto in diverse attività quotidiane e che orienta i comportamenti delle persone di fronte a decisioni che coinvolgono dei rischi potenziali. La ricerca ha sottolineato che in molti casi esiste una discrepanza tra la percezione soggettiva del rischio e la valutazione oggettiva. In poche parole, capita che le persone a volte temano delle attività che non sono in realtà pericolose e non temano, invece, delle attività che potrebbero avere conseguenze molto drammatiche.  All’interno del JDM Lab studiamo come la percezione del rischio sia influenzata dalle caratteristiche di personalità (come l’intelligenza emotiva di tratto) e come le persone gestiscono lo stress associato all’incertezza intrinseca nei rischi, in modo da comprendere la relazione tra i processi emotivi e cognitivi associati alla percezione del rischio.

Inoltre, siamo interessati a comprendere come percepire un rischio come alto o basso influenzi le decisioni prese dalle persone, e come la regolazione emotiva influenza tali decisioni. Infine, in collaborazione con l’Isola della Calma, indaghiamo lo sviluppo della percezione del rischio nei bambini in funzione del contesto familiare, scolastico e socioeconomico in cui crescono. Se sei interessato a questo argomento, puoi trovare alcune letture qui:

  1. Loewenstein, Weber, Hsee & Welch, (2001).
  2. Siegrist & Árvai, (2020)
  3. Slovic, (1987).
  4. Slovic & Peters, (2006).
  5. Tversky & Kahneman, (1974).

Finanza comportamentale

La finanza comportamentale studia i mercati finanziari e i comportamenti degli investitori per spiegare le anomalie e gli errori che spesso si osservano nei mercati o nelle scelte di investimento. Grazi all’integrazione di discipline come la psicologia, la finanza comportamentale ha permesso di superare la visione classica di un agente razionale, pienamente informato e capace di calcolare il valore atteso di ogni sua decisione. Partendo dal lavoro iniziale di Kahneman e Tversky, è stato dimostrato che gli investitori decidono sulla base delle proprie emozioni piuttosto che di ragionamenti deliberati. Il contributo principale della finanza comportamentale è stato proprio quello di spostare l’attenzione sui fattori soggettivi inevitabilmente coinvolti nei processi di decision-making degli investitori e che, tradizionalmente, venivano ignorati dalle teorie economico-finanziarie. All’interno del JDM Lab, studiamo il modo in cui le differenze nella percezione e regolazione delle emozioni (intelligenza emotiva), influenzano la valutazione e le scelte degli investitori.

Siamo interessati al modo in cui queste caratteristiche psicologiche individuali influenzano la percezione della relazione tra il rischio ed il rendimento atteso degli investimenti. Ecco alcune letture utili:

  1. Barber & Odean, (1999).
  2. Shiller, (1999).
  3. Shiller, (2003).
  4. Statman, (2008).

Comportamenti prosociali

Il termine comportamento prosociale si riferisce in generale a tutte le cose che una persona fa per favorire un’altra persona o la società invece che se stessa. Tanti comportamenti e azioni diverse fanno parte di questa categoria molto ampia. Per esempio aiutare le altre persone, condividere delle risorse, fare una donazione o praticare volontariato, cooperare, sono tutti tipi di comportamenti prosociali che vengono studiati da diversi punti di vista. Ci sono inoltre numerosi motivi che possono indurci ad essere prosociali, da un senso di empatia e onesto interesse nei confronti degli altri, a motivi più egoistici quali una conferma di status o speranza di reciprocità nel futuro.

Essendo questo argomento così variegato e sfaccettato, qui nel laboratorio ci concentriamo principalmente sullo studio di donazioni a scopo benefico. Perlopiù attraverso esperimenti e questionari stiamo cercando risposte a domande come "Quali risorse preferiscono donare le persone? Quali aspetti dell'ambiente giocano un ruolo nel sostenere le donazioni? Quali valori guidano il comportamento dei donatori?" 

Come si può capire da queste domande solo all’apparenza semplici, ci sono moltissime variabili che possono influenzare la decisione di donare o meno a favore di una causa. Noi stiamo provando a capirne qualcuna e se vuoi saperne di più, ti suggeriamo queste letture:

  1. Liu & Aaker (2008).
  2. Pavey, Greitemeyer & Sparks (2011).
  3. Caserotti, Rubaltelli & Slovic (2019).
  4. Roux, Goldsmith & Bonezzi (2015).
  5. Ideas42: Behaviour and Charitable giving 2019 Update (2019)

Teoria dei giochi

Vi siete mai chiesti quali processi siano coinvolti nelle decisioni di ogni giorno? Al JDM Lab capire come e perché le persone prendono determinate scelte economiche è uno dei principali interessi di ricerca. Particolare enfasi viene data al campo dell’economia comportamentale, che si interessa di come le decisioni individuali possano dipendere da fattori psicologici, cognitivi, emotivi, culturali e sociali, e di come queste decisioni possano differire da quelle previste dalle teorie economiche classiche, come la Game Theory. Viene chiamata Game Theory – Teoria dei Giochi – poiché cerca di definire le strategie impiegate da due o più “giocatori” in specifiche situazioni, caratterizzate da un insieme di regole e possibili esiti. L’esito, per ciascun giocatore, dipende dall’azione di tutti i giocatori e, di conseguenza, pianificare una strategia in tali giochi necessita di tener conto delle scelte altrui. Il Prisoner's Dilemma (Dilemma del Prigioniero) ne è un classico esempio, e mostra come due individui completamente razionali possano tuttavia non cooperare, anche quando sembrerebbe nel loro miglior interesse farlo.

Un altro gioco, attualmente utilizzato in uno dei progetti di ricerca del laboratorio, è il Public Goods Game. In particolare, col nostro progetto vogliamo esplorare in che modo la cooperazione tra individui, e la decisione di punire (e quanto punire) chi non coopera, possa essere influenzata da tratti individuali come l’intelligenza emotiva.

1 Bartke, Bosworth, Snower & Chierchia (2019).

2 Bland, Roiser, Mehta, Schei, Sahakian, Robbins & Elliott (2017).

3 Bonau, (2017).

4 Proctor, Williamson, de Waal & Brosnan, (2013). 

5 Fernández-Berrocal, Extremera, Lopes & Ruiz, (2014).


Decisioni mediche ed esitazione vaccinale

Nel JDMLab studiamo come le persone prendono decisioni quando è in gioco la loro salute, da scelte di prevenzione (es. vaccinazioni), a test per individuare precocemente eventuali malattie (es., screening oncologico), a test per individuare il rischio di malattie (es., test genetici per il BRCA, a scelte di trattamento nelle quali le preferenze dei pazienti giocano un ruolo fondamentale (es. trade-off tra quantità e qualità di vita). La ricerca in questi ambiti ha lo scopo di indagare quali fattori influenzano queste decisioni, al fine di supportare una presa di decisione informata e condivisa (quando la decisione è sensibile alle preferenze individuali e/o non ci sono evidenze solide sulla superiorità di una opzione, ad esempio usando strumenti come i patient decision aids) o una adesione informata (quando ci sono evidenze solide dell’efficacia e sicurezza di una opzione e della sua superiorità rispetto alle altre, ad esempio usando nudges). Nell’ultimo periodo il JDMLab si è occupato spesso di esitazione vaccinale, esplorando i fattori che contribuiscono all’atteggiamento e alle decisioni relative

alle vaccinazioni, con particolare attenzione al ruolo della percezione del rischio e degli antecedenti psicologici, spaziando dalle vaccinazioni pediatriche a quelle in gravidanza e quelle contro il COVID-19.

  1. Stacey, Volk, Bekker, … & Witteman (2021).
  2. Garvelink, Boland, Klein, … & Légaré (2019).
  3. Brewer, Chapman, Rothman, Leask & Kempe, (2018).
  4. Betsch, Schmid, Heinemeier, Korn, Holtmann & Böhm, (2018).
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